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Integrazioni alla pensione: potete richiedere anche queste quattro prestazioni
Molte persone anziane vivono con una pensione modesta e non sanno di avere diritto a un sostegno economico aggiuntivo. L’Istituto tedesco per la ricerca economica ha condotto uno studio in merito: circa il 60% di coloro che avrebbero diritto al reddito minimo garantito per gli anziani non ne fa richiesta. Tra gli ultra 76enni la percentuale sale addirittura al 73%, mentre tra i vedovi raggiunge il 77%.
I motivi sono quasi sempre gli stessi: non si sa di rientrare nella fascia di diritto, ci si vergogna oppure si teme che siano i propri figli a dover pagare. Quest’ultimo motivo è il più frequente – e nella stragrande maggioranza dei casi è infondato. Ne parleremo più approfonditamente più avanti.
Questa guida spiega in un linguaggio semplice quali sono le quattro prestazioni che potete richiedere in aggiunta alla pensione, dove farlo e cosa vi serve per ottenerle.
1. Prestazione di sicurezza sociale di base per gli anziani
Si tratta della prestazione più importante. È destinata alle persone la cui pensione non è sufficiente per vivere.
Chi può beneficiarne: Chi ha raggiunto l’età pensionabile o è affetto da una riduzione permanente e totale della capacità lavorativa – e non è in grado di provvedere al proprio sostentamento con la pensione, il reddito e il patrimonio.
Cosa comprende: il cosiddetto fabbisogno standard, oltre alle spese adeguate per l’alloggio e il riscaldamento e ai contributi per l’assicurazione sanitaria e di assistenza. In caso di esigenze particolari, sono previsti supplementi.
A quanto ammonta il fabbisogno standard (aggiornato al 1° gennaio 2026):
- Persone sole: 563 euro al mese
- Coppie sposate e coppie conviventi: 506 euro a persona
Questi importi sono rimasti invariati rispetto al 2025. Dal punto di vista matematico, per il 2026 ne sarebbe risultato addirittura un valore inferiore, ma una clausola di tutela dei diritti acquisiti prevista dalla legge ne impedisce la riduzione. A questo fabbisogno standard si aggiungono le vostre spese effettive di alloggio, purché siano ragionevoli.
Dove presentare la domanda: presso l’ufficio di assistenza sociale della propria città o del proprio distretto. Non presso il Jobcenter, né presso l’ente previdenziale.
Una nota importante sulla tempistica: la prestazione viene concessa con effetto retroattivo a partire dal primo giorno del mese in cui si presenta la domanda. Chi ha dei dubbi dovrebbe quindi chiedere prima piuttosto che dopo. Una domanda che si rivela infondata non costa nulla, se non un po’ di tempo.
2. La frase che impedisce a molti di presentare domanda
«Allora prenderanno i soldi dai miei figli». Questa preoccupazione impedisce a moltissime persone di presentare domanda.
Di norma, però, non è fondata. Nel caso del reddito minimo garantito per gli anziani, i diritti di mantenimento nei confronti dei figli vengono valutati solo se un figlio guadagna più di 100.000 euro lordi all’anno. Questo limite vale per ogni figlio singolarmente.
Chi ha quindi una figlia con uno stipendio da dipendente normale e un figlio con un reddito medio non deve porsi questa domanda. Per i redditi inferiori a tale soglia, i servizi sociali partono dal presupposto che non sussista alcun diritto di mantenimento.
Se finora non avete presentato domanda proprio a causa di questa preoccupazione: è proprio questo il momento in cui vale la pena rivolgersi all’ufficio di assistenza sociale o a un centro di consulenza.
3. Sussidio per l’alloggio
Il sussidio per l’alloggio è un contributo per l’affitto – o, in caso di proprietà immobiliare, per le spese di alloggio. È espressamente destinato anche ai pensionati con reddito modesto.
Importante per distinguere i due: il sussidio per l’alloggio e il reddito minimo garantito si escludono a vicenda. Chi percepisce il reddito minimo garantito non riceve il sussidio per l’alloggio, poiché le spese abitative sono già incluse in quest’ultimo. Il sussidio per l’alloggio è quindi la prestazione destinata a tutti coloro che si trovano appena al di sopra della soglia del reddito minimo garantito.
A quanto ammonta: dipende da tre fattori: il numero di persone che compongono il nucleo familiare, l’ammontare del reddito e la fascia di affitto in cui rientra la propria località. Esistono sette fasce di affitto. Nel 2024 le famiglie ricevevano in media circa 287 euro al mese; dal 1° gennaio 2025, grazie a un adeguamento automatico, l’importo è aumentato in media di circa 30 euro. Per il 2026 non è previsto alcun ulteriore aumento.
Dove presentare la domanda: presso l’ufficio per il sussidio abitativo del proprio comune o distretto. Se non sapete dove si trova: l’amministrazione comunale ve lo dirà.
Un aspetto che si tende a trascurare: in seguito a un aumento della pensione, il vostro reddito cambia. Chi percepisce il sussidio per l’alloggio deve segnalarlo. È una seccatura, ma evita richieste di restituzione.
4. Pagare meno alla cassa malattia
Tasse sulle ricette, ticket per ausili, per l’ospedale, per la fisioterapia: tutto questo si somma, soprattutto in caso di patologie multiple. A tal proposito esiste un limite massimo previsto dalla legge.
Il limite massimo di spesa: è pari al due per cento del vostro reddito lordo annuo destinato al sostentamento. Per i malati cronici, che sono in cura a lungo termine per la stessa patologia, la percentuale è solo dell’uno per cento.
Se il limite viene raggiunto nel corso dell’anno, potete essere esentati da ulteriori quote a vostro carico per il resto dell’anno. Se avete già pagato più del dovuto, vi verrà rimborsata la differenza.
Cosa viene conteggiato: medicinali e materiale di medicazione, terapie come la fisioterapia, ausili, cure ospedaliere e misure riabilitative. Cosa non viene conteggiato: le prestazioni sanitarie individuali a carico del paziente (IGeL) e la quota a carico del paziente per le protesi dentarie.
Dove presentare la richiesta: presso la propria cassa malattia. A tal fine, raccogliete tutte le ricevute dell’anno, anche quelle di importo modesto. È utile tenere a portata di mano una busta in cui riporre tutto non appena uscite dalla farmacia.
5. Canone radiotelevisivo
Chi percepisce il reddito minimo garantito per gli anziani può ottenere l’esenzione dal canone radiotelevisivo. Tuttavia, ciò non avviene automaticamente: è necessario presentare la domanda e allegare la decisione di concessione dell’ufficio di assistenza sociale.
La domanda va inviata al servizio di riscossione dei canoni di ARD, ZDF e Deutschlandradio. I moduli sono disponibili online, in molti municipi e presso le associazioni sociali.
Ecco come procedere al meglio
- Fate un calcolo approssimativo. La vostra pensione è sufficiente per vivere, al netto dell’affitto, delle spese di riscaldamento e delle assicurazioni? Se la situazione è precaria, vale la pena passare alla fase successiva.
- Chiedete consiglio prima di compilare i moduli. Offrono consulenza gratuita, tra gli altri, gli stessi uffici di assistenza sociale, le associazioni sociali VdK e SoVD, la Caritas, la Diakonie e i centri per i consumatori. Una consulenza non vi costa nulla e spesso vi evita di dover riprovare più volte.
- Raccogliete la documentazione necessaria. Di solito sono richiesti: la comunicazione di liquidazione della pensione, gli estratti conto degli ultimi mesi, il contratto di locazione con il rendiconto delle spese accessorie, i documenti relativi alle assicurazioni e al patrimonio.
- Presentate la domanda – anche in caso di dubbi. Non c’è alcun svantaggio se una domanda viene respinta. C’è invece uno svantaggio se non viene mai presentata.
Quando i familiari danno una mano
Per molte persone anziane, recarsi all’ufficio è l’ostacolo vero e proprio – non la compilazione dei moduli. Se state aiutando un familiare: offritevi di accompagnarlo, invece di proporvi di occuparvene voi. Questo fa la differenza per chi ha gestito tutto da solo per tutta la vita.
È utile anche annotare gli appuntamenti e le scadenze in un unico posto, in modo che entrambi possano tenerne traccia: chi è stato all’ufficio, cosa manca ancora, quando dovrebbe arrivare la risposta.
Avviso importante
Questa guida offre una panoramica generale e non sostituisce la consulenza legale. Il diritto a una prestazione e il relativo importo dipendono sempre dal singolo caso. Gli importi indicati si riferiscono alla Germania, aggiornati al 2026. Per informazioni vincolanti rivolgersi agli uffici competenti e ai centri di consulenza indicati.
Quellen
- BMAS: Fortschreibung der Regelbedarfe in der Sozialhilfe und beim Bürgergeld (Regelbedarfe ab 1.1.2026)
- betanet: Grundsicherung im Alter und bei Erwerbsminderung
- betanet: Regelsätze der Sozialhilfe
- betanet: Wohngeld
- betanet: Zuzahlungsbefreiung Krankenversicherung
- DIW Berlin: Starke Nichtinanspruchnahme von Grundsicherung deutet auf hohe verdeckte Altersarmut