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Gilt für: Deutschland

Applicazioni digitali per l'assistenza: fino a 70 euro al mese dalla cassa di assistenza

Dal 2026, la cassa di assistenza sanitaria contribuisce alle spese per le app digitali di assistenza sanitaria certificate, fino a 70 € al mese. Chi ne ha diritto, a quanto ammonta il contributo e perché finora non è stata ancora inserita nessuna app nell'elenco.

Dal 2026, la cassa di assistenza contribuisce ai costi delle app digitali per l’assistenza certificate — fino a 70 euro al mese. Il problema: vengono rimborsate solo le applicazioni che sono state ufficialmente testate e inserite in un registro statale. Cosa c'è dietro, chi ne ha diritto e a cosa bisogna prestare attenzione.

Cosa sono le applicazioni digitali per l'assistenza (DiPA)?

Le DiPA sono app, applicazioni web o software che aiutano le persone non autosufficienti e i loro familiari nella vita quotidiana — ad esempio, per mantenere l’autonomia o contrastare un peggioramento delle condizioni di non autosufficienza. Il legislatore ha creato un diritto specifico a tal fine nell’ambito dell’assicurazione di assistenza (articolo 40a SGB XI).

Chi ne ha diritto — e quanto paga la cassa di assistenza?

Ne hanno diritto le persone non autosufficienti con un grado di non autosufficienza che vivono a casa — indipendentemente dal grado di non autosufficienza. La cassa di assistenza copre:

  • fino a 40 euro al mese per l’applicazione digitale di assistenza stessa,
  • fino a 30 euro al mese per prestazioni di supporto integrative (ad esempio l’aiuto di un servizio di assistenza nell’utilizzo),
  • per un totale quindi di massimo 70 euro al mese.

Non è necessaria una prescrizione medica. La richiesta va presentata direttamente alla cassa di assistenza; la prima autorizzazione ha validità fino a sei mesi e viene prorogata se l’app viene effettivamente utilizzata e soddisfa il proprio scopo.

Importante: solo app certificate presenti nell’elenco DiPA del BfArM

È fondamentale sottolineare che vengono rimborsate esclusivamente le applicazioni che sono state verificate dall’Istituto federale per i medicinali e i dispositivi medici (BfArM) e inserite nel suo elenco DiPA. Un’app comune scaricata dallo store — per quanto utile possa essere — non è quindi automaticamente rimborsabile.

E, cosa molto importante per il 2026: finora non è stata ancora approvata alcuna app DiPA. Il 1° gennaio 2026 è stata avviata una procedura di valutazione accelerata; le prime applicazioni inserite nell’elenco sono attese nel corso dell’anno. Si raccomanda quindi di prestare attenzione alle promesse pubblicitarie del tipo «pagata dalla cassa di assistenza» — verificate sempre se l’app è effettivamente presente nell’elenco ufficiale.

Come procedere

  1. Verificare se l’app desiderata è presente nell’elenco DiPA del BfArM.
  2. Presentare la domanda alla cassa di assistenza (da parte della persona non autosufficiente o di una persona di fiducia autorizzata).
  3. Una volta ottenuta l’approvazione, utilizzare l’app; i costi superiori a 70 euro o relativi ad app non presenti nell’elenco sono a vostro carico.

Strumenti digitali nell’assistenza quotidiana

Indipendentemente dalla questione del rimborso, gli strumenti digitali facilitano già oggi la vita quotidiana delle persone anziane: riunire in un unico posto appuntamenti, farmaci e commissioni, in modo che la famiglia e gli assistenti possano coordinarsi. Il fatto che una singola app sia in seguito rimborsabile dipende esclusivamente dalla sua iscrizione nell’elenco del BfArM — è un aspetto a cui occorre prestare sempre attenzione quando si parla di copertura dei costi.


Questo articolo offre un orientamento generale e non sostituisce alcuna consulenza legale o sociale. Gli importi e le norme (aggiornati al 2026) possono subire modifiche; al momento della chiusura redazionale, non sono ancora state autorizzate applicazioni relative al DiPA. Per informazioni vincolanti rivolgersi alla propria cassa di assistenza.